Archivio di ottobre 2015

Incontriamoci tra le righe: il cammino dell’esperienza

Entra nello scrigno prezioso dei ricordi anche la settima edizione di Incontriamoci tra le righe, la kermesse culturale organizzata fin dal 2009 dalla straordinaria Maria Lampa, che ancora una volta ha saputo riunire nell’accogliente cornice del Klass Hotel di Castelfidardo tanti artisti e scrittori. Il leit motiv di quest’anno non poteva che essere la parola e il suo valore infinito che prende campo nell’animo di chi sa leggere e scorgere l’ “oltre” in tutte le sue espressioni e forme: un testo scritto, una nota di violino, una pennellata di colore o una melodia che ci accompagnano nell’avventura della vita. Non a caso durante la mattinata uno spazio particolare è stato affidato alla musica, con l’esibizione del Maestro Marco Santini che ha eseguito diversi brani, tra cui lo struggente “Cristo delle Marche”. Susanna Ricci ha incantato il pubblico con i “massaggi sonori dell’anima”delle sue campane tibetane di cristallo di quarzo e minerali mentre Giulia Poeta ha letto un passo molto toccante tratto da “Felice è chi sa amare” di Hermann Hesse.
Ad aprire l’edizione 2015 di Incontriamoci tra le righe, la tavola rotonda sul tema: “L’esperienza si fa ricca sulla strada dell’esempio”, per riflettere sul dono che ognuno di noi può essere per l’altro, condividendo il suo tesoro con una “missione puramente cristiana”, come ha ricordato la moderatrice Tiziana Bonifazi. E uno degli strumenti privilegiati di trasmissione del sapere che abbiamo a disposizione è sicuramente un libro, perché citando Giacomo Leopardi e il suo Zibaldone di pensieri “La lettura per l’arte dello scrivere è come l’esperienza per l’arte di viver nel mondo, e di conoscer gli uomini e le cose”.

Tra i relatori presenti, il giornalista Giancarlo Trapanese che, in attesa della prima nazionale del suo nuovo romanzo “Chi mi ha ucciso?”, ha svelato se stesso e il suo essere uomo e artista dalla “doppia anima”: non solo giornalista ma anche scrittore. Chiamato ad una riflessione sul concetto di “esperienza”, Trapanese ci ha confidato che fin da quando a vent’anni ha intrapreso la strada del giornalismo, ha sempre avuto come modello l’autorità quasi sacrale dei capi delle redazioni dove lavorava. I giovani di oggi invece pretendono troppo spesso di sapere tutto e non hanno l’umiltà di imparare e di riconoscere l’autorità indiscussa di chi ha accumulato l’esperienza in anni ed anni di attività professionale. Sebbene l’esperienza sia dai più considerata un inutile orpello, tuttavia vale la pena riflettere sul fatto che il cammino dell’esperienza ha una genesi ancora più antica, come ci testimonia Niccolò Machiavelli ne “Il Principe”. Il filosofo rinascimentale attribuisce un valore molto importante all’esperienza, elemento fondamentale nella vita per capire ed evitare gli errori, dal momento che si possono distinguere due tipi di esperienza: quella reale sperimentata sulla propria pelle e quella ricavata dallo studio dei classici. In altre parole gli uomini camminano sempre su strade già battute da altri in una storia che ciclicamente si ripete. Il poeta e filosofo libanese Kahlil Gibran ci ricorda che “l’esperienza è la vita con le ali” e l’ideale nella quotidianità sarebbe trovare un connubio tra l’esperienza e la sensibilità dei “vecchi” e l’entusiasmo dei “giovani”.
Anche Franco Collodet insegnante di religione e ricercatore del cammino e dell’esperienza umana, ha raccontato la sua testimonianza, in cui Amore e Fede si intrecciano nella scoperta del senso più profondo della vita spirituale ed interiore di ognuno di noi. Per Collodet il pellegrinaggio e il cammino a piedi con lo zaino in spalla sono l’esempio più alto e lo strumento privilegiato di grazia, attraverso cui imparare a vivere in pieno la vita. Un allenamento per affrontare un pellegrinaggio non c’è, così come non esiste nessun segreto particolare per affrontare la vita: purtroppo le sofferenze sono sempre in agguato, né si possono evitare. Così un pellegrino cerca sempre l’accoglienza e l’incontro con l’altro capace di destare meraviglie, proprio come nel viaggio sensazionale della vita. Collodet ha compiuto diversi pellegrinaggi, ma i più significativi sono stati due. Il primo dal 23 maggio al 31 agosto 2010: 101 giorni e 3000 chilometri per raggiungere Santiago De Compostela, il secondo nel 2014 alla volta di Gerusalemme. Quest’ultima esperienza è stata un pellegrinaggio al servizio degli altri, in un cammino durato 140 giorni con più di 4100 km percorsi a piedi e un bellissimo progetto pensato proprio per consegnare le intenzioni di preghiera raccolte in tutto il mondo a Gerusalemme, alla Basilica del Santo Sepolcro, alla Cupola della Roccia e al Muro del Pianto. Attraverso un sito web (www.sendyourprayertojerusalem.org) e grazie alla diretta streaming con una telecamera, Collodet è riuscito ad essere in contatto con tutti indistintamente, presentando più di 1200 intenzioni di preghiera in comunione da tutto il mondo.
Dopo questa bellissima testimonianza di vita, il consulente risorse umane Enzo Di Vera, giunto dal Veneto proprio per questa settima edizione di Incontriamoci tra le righe, ha parlato del valore dell’esperienza, attraverso la sua attività di promozione e diffusione di una cultura dell’essere, la cui finalità non è tanto il raggiungimento dell’obiettivo in sé, ma la consapevolezza del cammino che si fa. Galileo Galilei diceva: “Non puoi insegnare qualche cosa ad un uomo, puoi solo aiutarlo a scoprirla dentro di sé”, ma è importante che ognuno abbia un modello di riferimento cui rapportarsi. Non a caso il vero leader è colui che cammina al fianco delle persone e le sa condurre al cambiamento senza dominarle, ma generando benessere in loro. La leadership non è autoritaria ma consapevole, cioè dettata dal riconoscimento dell’autorità in modo tale da essere un trade union tra la conoscenza e l’esempio. Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi, ci ricorda Proust. Nel cammino della vita il tesoro dell’esperienza è capire che non si perde mai e l’errore non esiste: o si vince o si impara. L’esperienza, come ci ricorda lo scrittore britannico Huxley, non è ciò che accade ad un uomo, ma ciò che un uomo fa con ciò che gli accade.
Per respirare e assaporare la vita non ci resta dunque che affidarci ad essa, riconoscendo che la vita stessa è l’arte dell’incontro e della condivisione con il mondo: solo così si possono tracciare dei ponti per comunicare e raggiungere l’altro nell’intimo più profondo, un po’ come la storia di Incontriamoci tra le righe che Maria Lampa ogni anno continua a donare ad ognuno di noi. E che c’è di più bello nella vita dell’incontrarsi, aiutarsi, scambiarsi le esperienze regalandole agli altri? Questa è la vera libertà, per contagiare con la propria gioia chi ci sta accanto: “la libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione” come cantava Giorgio Gaber.

Benedetta Grendene

Le grandi sfide del web sportivo: opportunità e nuove frontiere

Si è tenuto sabato 10 ottobre, presso la storica Aula Magna dell’Università degli Studi di Macerata, un convegno molto interessante proposto nell’ambito di Overtime, il Festival nazionale del racconto e dell’etica sportiva che ormai da cinque anni parla di tutti di quegli sport “alla portata di tutti”, come sottolinea il dott. Michele Spagnuolo, presidente dell’associazione culturale Pindaro, organizzatrice di Overtime.

Promuovere i valori dello sport e dell’umanesimo che innova è la mission più alta non solo di questo Festival, ma anche la sfida più avvincente per tutti coloro che operano a vario titolo nel mondo dello sport, fedeli al noto motto di Giovenale “Mens sana in corpore sano”.
Dopo i saluti del Magnifico Rettore prof. Luigi Lacchè, a condurre la tavola rotonda è intervenuta in Aula Magna la prof.ssa Barbara Pojaghi che ha introdotto i relatori presenti, a cominciare dai saluti video registrati del giornalista sportivo Claudio Arrigoni il quale ha speso due parole sullo sport paralimpico e sulle storie meravigliose di tutti quegli atleti che vanno oltre i limiti, sfidando le loro disabilità e testimoniando con la loro forza e tenacia che niente può fermare la vita. Al di là delle tristi vicende personali che lo hanno coinvolto, il simbolo più alto dello sport paralimpico che secondo Arrigoni resterà per sempre nel cuore di molti è senza dubbio l’atleta sudafricano Oscar Pistorius.
Parlando di sport tra i giovani, è intervenuto al convegno Lorenzo Di Dieco, responsabile Comunicazione web presso Rai Ragazzi, per raccontare i casi dei format Rai YoYo e Rai Gulp, programmi di successo che coinvolgono e fanno interagire i giovani anche sul web, attraverso community e blog seguitissimi, su cui la Rai investe molto, analizzando, studiando e approfondendo i contenuti e le potenzialità che questo nuovo mondo tanto amato dai nativi digitali offre. Il web e la tv, d’altronde, pur essendo due device diversi, sono tra loro complementari così come testimonia il case history del nuovo format cross mediale “Versus – Generazione di campioni”, realizzato da Rai Gulp con l’obiettivo di avviare i giovani verso una sana, ma anche divertente pratica sportiva. Contemporaneamente alla messa in onda in tv tutte le domeniche, la sfida corre sul web sul portale di Rai Gulp (www.raigulp.rai.it) con il challenge “the champion is…” in cui i telespettatori ed i fan delle rispettive discipline cercheranno di far emergere lo sport più amato.
A cogliere le opportunità del web è anche la giornalista sportiva di Mediaset Irma D’Alessandro che sottolinea come l’innovazione abbia costretto ad essere al passo con i tempi e abbia imposto alle professionalità già consolidate del giornalismo ad aggiornarsi per “travasare” le proprie competenze anche nel mondo dei new media e del web. Oggi il giornalista non è più così il “confezionatore” di una notizia, ma anche colui che in autonomia è in grado di montare il pezzo che ha scritto e di veicolarlo poi nei canal social. Così lei stessa, per lasciare una traccia dei suoi numerosi appunti di viaggio in ambito sportivo, nel 2012 ha creato un sito internet (quellichelapremierleague.com) per raccontare il calcio inglese, che porta con sé una serie di storie e di catarsi senza eguali.
Ma con l’avvento imperante di Internet e in particolare dei social network uno dei problemi più sentiti che vanno a toccare la deontologia del giornalista è proprio quello legato al controllo delle fonti. Basti pensare, ci ricorda Irma D’Alessandro che oggi Twitter è ormai diventata la prima agenzia di stampa al mondo pur essendo un social network, ossia un semplice strumento di comunicazione “social” tra individui.
E qui, come puntualizza il prof. Simone Calzolaio, subentra anche il delicato problema del diritto all’immagine dello sportivo e alla sua identità personale che sono di fatto molto cambiati, in rapporto ai nuovi media che veicolano la “web reputation” dell’atleta nel mare magnum di Internet. E’ il calciatore stesso o lo sportivo “vip” ad essere fonte della notizia che lo riguarda, proprio con un semplice Tweet che il team preposto a gestire la sua immagine invia ai follower.
D’altronde oggi, comodamente seduti davanti alla tv, gli utenti in tempo reale possono postare contenuti e commenti sui social, durante le partite e le trasmissioni sportive, divenendo in qualche modo protagonisti e loro stessi user generated content, ossia generatori di notizie e contenuti.
Collegandosi all’hashtag giusto ci si può sentire coinvolti in maniera diretta in tutto ciò che accade in ambito sportivo: #juve #juvereal #storiadiungrandeamore sono le etichette più comuni dal forte impatto emozionale socialmente riconoscibili da tutti, non solo dal tifo di una squadra di calcio.
A conclusione della tavola rotonda, la prof.ssa Pojaghi e i relatori presenti hanno “tenuto a battesimo” il lancio ufficiale di ClubUp (clubup.it/home), il nuovo sport network ideato dai fratelli Mattia e Michele Patrassi che, sul modello di LinkedIn, vuole mettere in contatto quattro diversi attori: giocatori, squadra, allenatori e società.
E al momento della premiazione dei vincitori di Overtime, rassegna di blog, pagine, siti che parlano di sport, è intervenuta la dott.ssa Francesca Cipolloni, direttrice del settimanale d’opinione Emmaus uno dei Media partners del Festival, la quale ha chiamato in causa gli operatori che si sono distinti con i loro progetti, relativamente alle sei categorie: sport di squadra, sport individuali, motori, vintage, paralimpico e alimentazione.
Tra i lavori più interessanti che hanno ricevuto un riconoscimento, il sito calciomercato.com nato nel 1996 e divenuto una “pratica” quasi più importante del calcio giocato, il sito donneinsella.com che da otto anni pensa alle moto al femminile, il sito abiliallosport.it per la promozione dello sport praticato da disabili, il nuovo sito alimentazionesportiva.it nato a giugno 2015, la pagina Facebook “Serie A – Operazione nostalgia” e il sito tenniscircus.com per la recensione dell’autobiografia di John McEnroe “Non puoi dire sul serio”.

Benedetta Grendene