Archivio di giugno 2015

Conoscenza è benessere

Nel pomeriggio di sabato 6 giugno, presso la suggestiva sala conferenze delle grotte del Cantinone ad Osimo, l’associazione “Amici della cultura” ha proposto una conferenza molto interessante dal titolo “Conoscenza è benessere”. Si è parlato di una problematica estremamente attuale riguardante l’insorgere dei disturbi alimentari in particolar modo in età adolescenziale. A relazionare sull’argomento, la dott.ssa Silvia Filipponi, endocrinologa e medico psicoterapeuta specializzato nel trattamento dei disturbi dell’alimentazione e le dott.sse Paola Bartolini e Lucia Piccinini, psicologhe e terapeute. Le dottoresse operano concretamente ad Ancona, nell’unico centro marchigiano dell’AIDAP, l’Associazione Italiana Disturbi Alimentari e del Peso nata a Verona nel 1999, a cura del dott. Riccardo Dalle Grave, responsabile scientifico. L’AIDAP si pone l’obiettivo di prevenire, diagnosticare e poi curare tutte quelle patologie oggi sempre più frequenti che inducono ad avere un rapporto distorto e deformato con cibo, peso e immagine di sé. La fascia d’età in cui si manifesta l’insorgenza di questo disagio si è notevolmente abbassata e si afferma in maniera sempre più precoce in fase adolescenziale, un periodo particolarmente delicato e vulnerabile caratterizzato da molti cambiamenti, soprattutto fisici, cui fanno da cornice tutti quei sentimenti di incertezza, contestazione e conflittualità sia nei confronti della famiglia di origine che nei confronti della società. L’adolescenza è il “regno dei contrari” per antonomasia: i genitori non sono più un rifugio per i figli che cercano le risposte ai loro dilemmi all’esterno, soprattutto nell’ambito del gruppo dei pari oppure erroneamente in quel mondo fatuo e costruito che i media quotidianamente propongono. L’adolescenza si divide in tre fasi critiche, in ognuna delle quali l’individuo costruisce piano piano un pezzetto della propria identità: 12-14 anni; 14-16 anni; 16-19 anni. L’adolescenza interessa ben sette anni della nostra vita, durante i quali non è sempre scontato essere immuni da queste problematiche che ruotano attorno al binomio cibo-corpo. La prima fase si caratterizza per il cambiamento corporeo e per il sottile equilibrio, spesso difficile da raggiungere, tra peso forma e autostima; nella seconda fase si definisce l’orientamento sessuale dell’individuo e nella terza avanza il problema dell’accettazione di sé e l’ansia sulle proprie performance sessuali.

In questo processo di crescita e di ricerca del proprio io, i giovani sono facilmente influenzabili dal momento che non hanno una personalità ancora ben definita: bassa autostima, bisogno di rassicurazioni continue da parte del gruppo e pressione dei modelli proposti dalla società dei consumi completano un quadro già difficile da gestire, soprattutto se non si hanno dei validi e solidi punti di riferimento alle spalle. Una volta essere belle significava incarnare l’ideale di purezza e di bontà suggerito da Biancaneve o da Cenerentola, intramontabili classici Disney che valorizzavano i sentimenti non certo la perfezione del corpo oppure era appagante scorrazzare nei prati felici e spensierate come Heidi, la florida bambina che sprizza di salute, lanciata dal cartone animato giapponese, cult negli anni 70. Ma oggi la favola moderna è tutta un’altra storia.
Oggi essere la più bella del reame significa essere come una Winx magra, sexy nelle pose e nei vestiti, truccatissima e provocante, perfetta se scatta un selfie in camerino! Sia per la donna sia per l’uomo la pressione sociale è molto forte e la preoccupazione per l’immagine corporea è sempre più evidente, a tratti ossessiva. Non dobbiamo dimenticare che i canoni di bellezza proposti dai media sono irrealistici e per lo più ritoccati, perché nessun corpo è perfetto, neanche in quella gran sarabanda tecnologica in 3 D dei cartoni animati. I media ci bombardano con immagini che inconsapevolmente ci condizionano creando il mito della magrezza e denigrando chi non corrisponde a questi finti modelli di perfezione.
Accade così che, soprattutto l’adolescente ingenuo e altamente influenzabile, si veda non bello anche se brutto non è e percepisca un’immagine corporea di sé distorta e non rispondente al reale aspetto fisico oggettivo.
In questo contesto i genitori hanno una grande responsabilità e sono chiamati a stare vicino ai figli non con paura, ma con qualche certezza: la famiglia può nutrire e colmare quella fame d’amore che spesso è alla radice di molti malesseri. In primis bisogna educare ad una sana, corretta ed equilibrata alimentazione che comprende tre pasti principali e due spuntini, secondo la piramide alimentare mediterranea. Si dovrebbe mangiare ogni tre/quattro ore, senza mai saltare la colazione che regola tutte le quantità energetiche necessarie durante la giornata. Il vecchio detto “Mens sana in corpore sano” è valido ancora oggi: ad un’alimentazione varia e bilanciata va sempre abbinata una regolare attività sportiva, per mantenere uno stile di vita attiva dove lo sport non sia visto come competizione o come ossessione, ma semplicemente come un’occasione per divertirsi e mantenersi in forma. In fondo ciò che conta non è apparire più o meno belli ma esserlo interiormente: la favola più bella siamo noi, perchè come ci ricorda Saint-Exupéry ne “ll Piccolo Principe” l’essenziale è invisibile agli occhi.

Benedetta Grendene