Archivio di febbraio 2015

Il colloquio di lavoro “perfetto”: tutte le strategie per prepararsi al meglio

In un momento critico come quello che stiamo vivendo, tra crisi e incertezze sul futuro, diventa molto attuale il seminario proposto nel pomeriggio di giovedì 19 febbraio presso l’Hotel “Claudiani” di Macerata dalla Bocconi Alumni Association, con il supporto del Rotary Club di Macerata nella persona del Presidente dott. Francesco Ciotti, ex allievo della Bocconi e in collaborazione con BAA Topic H&R.

Una delle tematiche che oggi, a giovani e meno giovani, sta più a cuore è senza dubbio il lavoro ed è in quest’ottica che la dott.ssa Daniela Martino, Area Leader Ascoli-Fermo-Macerata, ha organizzato l’incontro con il dott. Claudio Ceper, Alumnus Bocconi e in precedenza Senior Advisor della società di consulenza svizzera “Egon Zehnder International”.

Numerosi gli intervenuti all’evento: ex bocconiani, soci Rotary e Rotaract e eccezionalmente anche gli alunni più meritevoli delle quinte classi dell’Iti “Montani” di Fermo, dei Licei Classico e Scientifico e della Ragioneria di Macerata.
Ceper ha coinvolto i presenti in una lezione interattiva molto interessante su un passaggio fondamentale e decisivo per la propria carriera professionale: il colloquio di lavoro. Quali sono le strategie migliori e quali gli errori da evitare nella ricerca di un nuovo posto di lavoro?
Avevo avuto modo di conoscere il dott. Ceper nel maggio 2013, partecipando al suo workshop “Percorsi di carriera” organizzato sempre dalla Bocconi Alumni Association presso l’azienda di Recanati “Fratelli Guzzini” e avevo già allora apprezzato la qualità dei contenuti proposti. Questa volta a malincuore, per motivi di salute, non ho potuto essere presente, ma ho avuto il piacere di leggere il materiale che il dott. Ceper ci ha lasciato in visione e di intervistare l’organizzatrice dott.ssa Daniela Martino.

Per chi desidera cambiare lavoro, bisogna operare scelte oculate e mirate guardando prima di tutto dentro se stessi, in fase di stesura del curriculum vitae, per valorizzare il proprio potenziale, le competenze individuali e per costruire un personal branding, che ci contraddistingue e differenzia sul mercato, rendendoci in qualche modo “unici”. Il “curriculum perfetto”, secondo Egon Zehnder è sempre accompagnato da una cover letter e non supera le due pagine. Chi è preposto alla selezione del personale, è spesso costretto a visionare centinaia di curricula e candidature chilometriche disincentivano alla lettura!

Di norma un buon c.v. è costituito da due sezioni: una generale e una professionale. Nella prima si parla della propria educazione e formazione, dello status familiare, della conoscenza (reale) delle lingue straniere, di eventuali hobby e sport e della mobilità geografica, con la disponibilità o meno a trasferte e spostamenti in Italia o all’estero. Nella seconda, è opportuno elencare per punti, in ordine cronologico, tutti gli impieghi e le posizioni lavorative ricoperte negli anni, specificando i nomi delle varie aziende e il periodo in cui si è lavorato per loro, esplicitando ove possibile anche la motivazione per la quale si è lasciato ciascun lavoro. Negli ultimi anni, sempre nell’ottica di “stupire” e “colpire” il selezionatore, alcuni candidati, soprattutto per gli impieghi più creativi, si sono sbizzarriti a creare delle vere “infografiche” per presentare il loro profilo, oppure a girare dei veri video per parlare di sé. A voi la scelta! L’importante è raggiungere l’obiettivo: trovare il tanto sospirato lavoro!

Dal momento che oggi la nostra vita professionale è sempre più lunga, è consigliabile pianificare bene la propria carriera, considerando che dopo l’ormai imprescindibile “gavetta”, la fase cruciale in cui di norma riusciamo a dare il meglio di noi stessi è compresa tra i 35 e i 50 anni, per consolidare la nostra formazione e raggiungere il successo grazie alle competenze chiave individuali.
Il dott. Ceper ha coinvolto attivamente i partecipanti, simulando una job interview con un “volontario” che si è cimentato nella veste di “potenziale candidato”: il dott. Marco Massicci, ingegnere gestionale che nel 2010 ha conseguito un MBA alla SDA Bocconi. Con l’aiuto del dott. Ceper, Marco ha analizzato concretamente alcuni degli errori più comuni che si possono commettere durante un colloquio di lavoro o in fase di stesura del curriculum vitae.
Sembra scontato, ma è sempre cosa buona presentarsi ad un colloquio con un look ed un abbigliamento adeguati, e non dimenticare mai di lasciare un nostro biglietto da visita che sarà utile per essere ricontattati. La cosa migliore è spedire in anticipo il proprio c.v. aggiornato, ma in ogni caso sarebbe utile portarlo con sé il giorno della job interview, magari corredato da una lista di persone credibili per referenze affidabili. Un po’ per educazione, un po’ per rispetto, è cosa buona non essere mai troppo informali, dando sempre del “lei” e non del “tu” a chi ci esamina: la prima impressione a volte può essere determinante!
Mostrarsi sicuri, onesti e sinceri, ma allo stesso tempo umili e mai arroganti sono qualità che chi è interessato ad assumerci apprezzerà sicuramente, dal momento che il focus di chi ci intervista dovrebbe essere incentrato oltre che sulla professionalità e sulle competenze, anche sulla persona e su quel “potenziale umano” che può davvero fare la differenza.

Il dott. Ceper, tra le altre cose, dal 2012 è anche Presidente del Forum della Meritocrazia e in chiusura ha voluto salutare tutti gli intervenuti al seminario di giovedì 19 febbraio a Macerata, con le parole di Roger Abravanel, Presidente onorario del Forum della Meritocrazia, che nei suoi saggi si rivolge direttamente ai giovani italiani sintetizzando il suo manifesto in otto punti per prendere coscienza di sé e contribuire a far uscire l’Italia dalla crisi:

1. Fare tutto il possibile per raggiungere al più presto l’indipendenza economica dalla famiglia.
2. Cercare la miglior istruzione, indipendentemente dal «pezzo di carta», per entrare nel mondo del lavoro il prima possibile.
3. Coltivare con entusiasmo le proprie «passioni» nello studio e nella vita.
4. Abbandonare la «comfort zone».
5. Iniziare a «restituire».
6. Investire nella capacità di comunicare.
7. Non avere paura dei fallimenti. Anzi, accettarne i benefici nascosti.
8. Ricercare incessantemente la meritocrazia e il rispetto delle regole.

Benedetta Grendene