Archivio di gennaio 2015

Demiurgo Pubblicità

Il pomeriggio di sabato 17 gennaio ho avuto il grande piacere di presentare un interessantissimo saggio sulla pubblicità, scritto dalla mia amica e collega giornalista Alessia Roberta Scopece e pubblicato circa un anno fa dalla casa editrice “Il Castello”.

La libreria “Atelier delle Storie” di Loreto, punto di riferimento davvero prezioso per chi ama leggere, ha accolto l’autrice e il numeroso pubblico intervenuto all’evento culturale. Il titolo del saggio di Alessia Scopece è indubbiamente molto originale: “Demiurgo Pubblicità”. La pubblicità non racconta soltanto il mondo, ma lo plasma con la stessa forza creatrice di un demiurgo, figura filosofica e mitologica descritta per la prima volta da Platone nel suo “Timeo”. Dal greco “demios: del popolo” e “ergon: lavoratore”, il demiurgo è l’artefice e padre dell’universo. La pubblicità forgia sempre di più la società in cui viviamo, la nostra cultura e il nostro modo di pensare e di scegliere.

Il libro di Alessia Scopece, che si avvale della prefazione del noto sociologo Vanni Codeluppi, nell’era dell’economia delle emozioni, acquisisce altresì un ruolo di forte responsabilità sociale, dal momento che con i suoi messaggi contribuisce a costruire l’identità stessa degli individui.

Oggi, quando il consumatore acquista un bene, desidera riconoscersi in un sistema di valori in cui identificarsi e sentirsi al sicuro. Si pensi al caso simbolico di “Apple”: il brand è talmente radicato nell’immaginario collettivo come prodotto “cult” e di “lusso”, che è innata l’affermazione di uno status symbol, al momento dell’acquisto.

Poichè non comunicare significa non esistere, ogni azienda investe sempre più in comunicazione e in pubblicità, per costruire una brand reputation solida, fidelizzare i consumatori e guadagnarsi così una posizione sul mercato. La marca e il sistema di valori che il brand veicola sono fondamentali a costruire quella customer loyalty che ha conseguenze non solo da un punto di vista commerciale, ma anche da un punto di vista antropologico e sociale, come si evince dal case history “Barilla”, approfondito nel saggio della Scopece. Marchio leader e icona dei valori della famiglia, della genuinità e dell’immagine della donna, angelo del focolare domestico, Barilla ha sempre difeso la sua mission e la sua comunicazione aziendale istituzionale, fedele al ben noto slogan “dove c’è Barilla, c’è casa”.

Una considerazione importante riguarda il fatto che la pubblicità ha risentito degli effetti del mutamento del paradigma della comunicazione, soprattutto con l’avvento dei new media e dei social network: il messaggio pubblicitario diventa talmente tempestivo, veloce, onnipresente e a volte soffocante, che il consumatore si sente quasi fagocitato e perde la sua consapevolezza. Ben lontani gli anni ’60-’70 e i tempi degli sketch comici di “Carosello”, seguiti da messaggi pubblicitari ben calibrati e studiati. Allora “Carosello” creava cultura: non era un semplice contenitore di messaggi!

Una bella sfida per il futuro della pubblicità: Alessia Scopece nel suo saggio ci aiuta a fare chiarezza, regalando un valido supporto sia per i manager della comunicazione sia per i neofiti incuriositi dal mondo della pubblicità.

Benedetta Grendene