Archivio di novembre 2014

Un concerto di emozioni… a Montesanto

La pittoresca Chiesa di San Francesco, solenne luogo di culto che si erge nel pieno centro storico di Potenza Picena, è stata la suggestiva cornice di uno straordinario “concerto di emozioni”, un evento particolarmente coinvolgente che ha riunito tre artisti speciali: la scrittrice e “donna di cultura” Maria Lampa, il musicista Marco Santini e il suo “liutaio magico” Pierfrancesco Pesaola.

Il pomeriggio di emozioni ha intrattenuto il numeroso pubblico presente martedì 11 novembre, giorno di San Martino, a conclusione di un percorso più ampio di riscoperta e recupero delle tradizioni del passato, con la mostra “Le Cantine di Montesanto” tenutasi presso la Sala Boccabianca e già ospitata a Loreto nel mese di ottobre.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal nuovo giovane sindaco di Potenza Picena dott.Francesco Acquaroli, che si è avvalso nell’organizzazione anche della preziosa collaborazione di Mauro Mazziero e dell’ascolano Giovanni Brandozzi, che ha concesso in mostra nella Sala Boccabianca, preziosi oggetti della sua collezione privata.
In esposizione ceramiche, calici e fiaschi di vino, orci, bicchieri, tazze e boccali di terracotta, banchi da osteria per la mescita del vino, accompagnati dalle raffinate degustazioni dei vini di Montesanto.
Tra le chicche da ammirare anche le brocche finemente decorate dal ceramista di origini recanatesi Vanni Gurini, che impreziosisce con la sua arte pittorica dei semplici oggetti in terracotta, rendendoli unici.
Durante il pomeriggio di emozioni, la scrittrice Maria Lampa ha presentato una sua personale riflessione sul bellissimo parallelismo tra il vino e l’esistenza umana, raccontando con una metafora la favola della vita di ognuno di noi e delle sue età.
La vite nasce e poi germoglia quando siamo adolescenti e produce il vino nuovo. L’adolescenza è il passaggio breve e intenso che prelude alla giovinezza con i sogni e i primi amori: è come il vino effervescente e frizzante che fermenta, fino ad arrivare alla maturità, ossia il momento del vino fermo. Accanto al vino fermo c’è anche lo spumante dalle mille bollicine, bevanda della maturità e della saggezza. La terza età invece è l’età del vino passito, il vin santo da bere a piccole dosi come delle vere perle di saggezza da assaporare nella vecchiaia. E il ciclo della vita raggiunge l’apice nella quarta età, il tempo del vin cotto detto sapa, concentrato di un’intera esistenza e di una vita vissuta.
Le parole di Maria Lampa sono state allietate dalle note musicali del violino magistralmente suonato dall’artista Marco Santini, che ha eseguito a più riprese diversi brani tratti dal suo vasto e ricco repertorio.
I presenti hanno apprezzato le sue melodie, e in molti hanno chiuso gli occhi quasi in segno di assorta preghiera, allorquando l’artista ha eseguito una delle sue opere più toccanti: “Il Cristo delle Marche”, che Santini ha composto sentendosi ispirato in devota ammirazione di fronte al “Cristo delle Marche”. Si tratta di una scultura in pietra nera d’Africa realizzata dall’artista Nazzareno Rocchetti e collocata in un belvedere ad Avenale di Cingoli (Mc), che simbolicamente abbraccia tutta la regione Marche. Forse in pochi sanno che questa musica così intensa è stata anche la colonna sonora del Secondo Convegno Ecclesiale Marchigiano nel 2013. Inoltre il Maestro Santini ha avuto l’onore di far ascoltare questa sua melodia anche a Papa Francesco grazie ad un suo amico che ha recapitato a Roma un cd contenente “Il Cristo delle Marche” in musica e Papa Francesco ha risposto all’artista con una commovente lettera.
La storia di Marco Santini non è finita qui… “Arthur”, il violino con cui il Maestro ha il piacere di suonare ai suoi concerti in giro per il mondo, è stato costruito in un tempo record di soli quindici giorni, da un “liutaio magico”, la cui testimonianza ed esperienza ha profondamente colpito i presenti.
Parliamo di Pierfrancesco Pesaola, che da un pezzo di acero e due tavole a spicchio di ebano e di abete rosso, è capace di costruire grazie alle sue mani e alla sua forte passione, magnifici violini, minuziosamente verniciati e lucidati con una vernice particolare che lui stesso prepara, raccogliendo la resina dagli alberi e aggiungendovi dei propoli, come nell’antichità.
Il legno con cui si costruisce un violino è sempre vivo e assorbe qualsiasi tipo di emozione: rabbia, gioia, dolore. Per questo Pierfrancesco dentro ogni strumento che costruisce, incide internamente dei messaggi segreti, che forse un giorno qualcuno leggerà.
La storia di Pierfrancesco ha quasi dell’incredibile, visto che lui costruisce violini da autodidatta, solo perché sente che è la sua vocazione e la sua missione, come ha avvertito in sogno anni fa. Da quel momento ha seguito le sue inclinazioni.

Ogni tanto nella vita occorre fermarsi un attimo ad ascoltarsi, perché possono nascere cose molto belle: la verità e le emozioni sono dentro di noi. Ciò che colpisce di Pierfrancesco è la sua totale umiltà: “Io non mi definisco un liutaio, perché un liutaio è una persona che ha studiato ed è un vero professionista. Io sono solo una persona fortunata che ha fatto un’esperienza bellissima”.

Anche partecipare ad eventi culturali così intensi e ricchi di emozione, ci aiuta a fermarci un attimo, interrompendo la routine quotidiana che tende a fagocitarci, per capire che in fondo ancora qualcuno vive senza perdere di vista ciò che conta nella vita.
Che sia un violino, che sia una musica, che sia un pezzo di legno da trasformare in magnifico strumento: l’importante è seguire le passioni che il nostro cuore ci detta.

Benedetta Grendene