Archivio di marzo 2014

I forni neolitici di Portonovo

L’Archeoclub Bassa Valle del Potenza, nel pomeriggio di sabato 1 marzo ha organizzato una conferenza molto interessante presso la Sala Biagetti del Castello Svevo a Porto Recanati.

Dopo i saluti del Presidente dott. Loris Sangelantoni, ha preso la parola l’archeologa dott.ssa Mara Silvestrini, per illustrare ai numerosi presenti intervenuti il recente ritrovamento di forni neolitici, in località Portonovo.

La scoperta del sito di Portonovo rappresenta l’unico sito costiero risalente all’epoca neolitica, fatta eccezione per quello di Monte Colombo, i cui reperti purtroppo sono andati perduti. Le datazioni con tecnica al radiocarbonio effettuate su resti carbonizzati, collocano il sito a circa 7.000 anni fa, con un ciclo di vita pari a 100 anni.

La tipica comunità di età neolitica si caratterizza per la presenza di villaggi stabili che praticano l’agricoltura utilizzando falcetti e macine in pietra, si dedicano all’allevamento e lavorano la pietra levigata e la ceramica detta “impressa”.
I primi cenni della presenza di reperti archeologici nel cuore del meraviglioso territorio del Monte Conero, si attestano attorno agli anni ’80 a cura dei signori Barbone, ma solo nel 1999 sono iniziati gli scavi, che hanno portato alla luce inizialmente soltanto una domus ellenistica e diversi scheletri tardo-antichi, appartenenti a uomini di circa 50 anni e ad una giovane di circa 20 anni.

Nel 2006 gli scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche hanno rinvenuto due sepolture di struttura circolare, con rivestimento di argilla, pareti di argilla cotta e altezza attorno ai 0,50 metri.
Nel 2011 invece una nuova campagna di scavo a cura dell’Università La Sapienza di Roma ha permesso il ritrovamento dei forni neolitici, il cui utilizzo è probabilmente da attribuire alla cottura del pane. In alcuni forni sono stati rinvenuti addirittura dei semi di orzo domestico carbonizzato.

Ciò che rende il sito di Portonovo un “unicum” straordinario nel panorama dell’archeologia quantomeno locale è la grande concentrazione di forni, pur non essendo ancora stato portato alla luce alcun villaggio.

L’affascinante storia dei forni di Portonovo è dunque tutta da scrivere e da continuare a scoprire!

 

Benedetta Grendene