Archivio di gennaio 2014

GIOVANI PER LA LEGALITA’

Mercoledì 22 gennaio alle ore 17.30 presso il Teatro Comunale di Loreto si è tenuta la presentazione di un progetto educativo molto interessante dedicato agli alunni delle scuole loretane, giunto alla sua seconda edizione grazie al sostegno dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione.
L’iniziativa, dal titolo “Giovani per la legalità”, è nata con l’obiettivo di dare responsabilità e di sensibilizzare i giovani circa i rischi e gli effetti negativi che le azioni illecite e contrarie alla legge eventualmente commesse, possono produrre sulla loro vita e su quella delle loro famiglie.
L’amore per la legalità si manifesta fin da giovani, allorquando ci si interessa del contesto che ci circonda e della res pubblica in cui viviamo: un valore questo che istituzioni educative importanti come la scuola devono veicolare e trasmettere.
L’avvocato Caterina Serena, referente del progetto “Giovani per la legalità” per l’anno scolastico 2013-2014, ha illustrato il programma educativo attuato presso alcune classi dell’Istituto Comprensivo “G.Solari” e dell’Istituto Superiore “Einstein-Nebbia” di Loreto. La scuola è un luogo di relazione tra giovani, ma anche tra giovani e adulti: è il luogo dove si impartiscono le regole, ma anche il luogo dove al tempo stesso le regole si infrangono.
Il progetto, nato dalla presa di coscienza della distanza tra i giovani e le istituzioni, si è concretizzato in quattro incontri formativi durante i quali sono state affrontate diverse tematiche, tra cui: il bullismo e il cyberbullismo, l’utilizzo improprio dei social network e l’abuso di stupefacenti. Durante gli incontri sono stati somministrati ai ragazzi anche dei questionari, per sondare la percezione che i ragazzi stessi hanno della legalità e per ottenere così degli indicatori utili al fine di strutturare interventi educativi mirati in futuro.
Visto il particolare coinvolgimento e interesse degli studenti rispetto a queste tematiche, quest’anno è stato abbinato al progetto anche un concorso di idee, dal titolo “La legalità che va di moda”. I ragazzi sono stati invitati infatti a formulare degli slogan contenenti una loro personale riflessione sul significato della parola “legalità” e le frasi più originali e accattivanti sono state simbolicamente stampate in alcune T-SHIRT.
Dopo la presentazione del progetto messo in atto nelle scuole a cura dell’avvocato Serena, sono intervenute anche due esperte in tema di minori, che hanno parlato di “Giustizia minorile tra esigenze di rieducazione e certezza della pena”.
La dott.ssa Barbara Montisci, Giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni delle Marche ha ribadito in primo luogo la necessità di ascoltare i giovani, per capire quale strategia mettere in atto nell’educazione alla legalità. Il Tribunale per i Minorenni è un organo collegiale che opera per la tutela di tutti coloro che non hanno ancora raggiunto la maggiore età.
Ogni regione italiana ha al suo interno un solo tribunale con competenze regionali che prende delle decisioni, in seguito ad un’attività istruttoria consistente nella ricognizione e nella valutazione degli elementi rilevanti per la decisione finale e attraverso la quale il giudice individua la realtà dei fatti. Ovviamente il processo penale minorile previsto dal legislatore nei confronti appunto dei minori è diverso rispetto a quello applicato per gli adulti e tiene conto di tutta una serie di contributi mutuati da diverse discipline come la psicologia e la pedagogia, che siano utili a rappresentare e a descrivere la personalità “in fieri” del giovane. Il Tribunale dovrà poi agire, garantendo la certezza della pena, calibrata in base all’illecito commesso.
Il giudice prevede inoltre in molti casi l’attuazione di un processo rieducativo di recupero attraverso un percorso di “messa alla prova”, fase in cui un ruolo importante è affidato alla famiglia del minore.
L’avvocato del Foro di Ancona Eleonora Tagliabue ha altresì ribadito l’importanza preventiva del dialogo e dell’ascolto, che possono aiutare il giovane a superare lo stato di malessere in cui sta vivendo, evitando che questi sfoghi la sua sofferenza tramite comportamenti illeciti.
In sinergia con gli operatori e gli organi educativi come la scuola, le istituzioni sono presenti non solo per punire i giovani, ma soprattutto per collaborare alla loro crescita.

 

Benedetta Grendene