Archivio di ottobre 2013

Incontriamoci tra le righe: un inno alla cultura

Domenica 20 ottobre ho partecipato con grande entusiasmo all’edizione 2013 di “Incontriamoci tra le righe”, l’appuntamento che si ripete da cinque anni al Klass Hotel di Castelfidardo, proponendosi come un invito e un inno alla cultura e a tutte le sue stupende forme di espressione. A fare gli onori di casa, come di consueto, l’ideatrice e organizzatrice dell’evento Maria Lampa, scrittrice e donna di cultura che da sempre crede nei valori e nelle potenzialità che possono nascere dagli incontri umani.

La mattinata della kermesse è stata dedicata al convegno sul tema “Le parole scritte creano legami di vita”. Tra i relatori il giornalista RAI Giancarlo Trapanese, che ha sottolineato l’importanza della parola scritta agli albori del concetto di civiltà. La parola scritta consentiva infatti il passaggio del sapere e permetteva di tramandare ciò che un popolo via via incamerava in fatto di esperienza, patrimonio di valori e di emozioni. Oltre all’oralità della parola, si è avuta la grande rivoluzione della parola scritta, straordinario strumento di comunicazione di massa. Con la diffusione dei libri, un grande dono è stato fatto all’umanità perché i testi scritti possono cambiarne la storia, come è accaduto attorno al 1400 con il ritrovamento del “De Rerum natura” di Lucrezio, che ha avanzato l’ipotesi che l’universo potesse esistere senza l’intervento degli dei,  introducendo l’esistenza di un cosmo formato da milioni di particelle di atomi. Le parole sono dunque un patrimonio prezioso da condividere con gli altri perché lasciano e trasmettono qualcosa di noi e della nostra esistenza, tracciando un segno indelebile nella storia unica e irripetibile di ognuno di noi.

Al convegno, moderato dalla giornalista Asmae Dachan, è intervenuto anche il prof. Roberto Mancini, docente ordinario di filosofia teoretica presso l’Università di Macerata, che ha all’attivo la pubblicazione di almeno trenta volumi, per una vita dedicata alla scrittura.  Mancini ha esordito dicendo che occorre oggi un nuovo umanesimo per uscire dalla crisi che ci attanaglia: l’essere umano in quanto tale è un mistero a se stesso, in balia di smarrimento ed incertezza. Egli è in cammino, alla continua ricerca di se stesso e della sua essenza più vera e in questo percorso la scrittura diviene una compagna di vita, una risposta ed un senso, un significato. Ma non è comunque una risposta definitiva e assoluta, è solo la testimonianza di un’esperienza soggettiva. La parola è viva, in quanto dialogo costante tra presente e futuro, nonché traccia tangibile di un viaggio. La scrittura come ogni arte è la risposta all’oblio e al silenzio del mistero del mondo, è un bene per sé e per gli altri, un luogo di incontro e di condivisione.

Il terzo relatore della mattinata è stata la dott.ssa Ancilla Tombolini, donna di cultura e di notevole spessore umano. La Tombolini ha sottolineato come “Incontriamoci tra le righe” sia un vero elogio al dialogo e al confronto, in luogo della violenza e dello scontro verbale che oggi dominano il nostro tempo. Nell’incontro il dialogo è fondamentale: dobbiamo imparare ed educarci al dialogo, per esercitarci ad ascoltare chi dialoga con noi. La parola in quest’ottica consente di ampliare la propria rete di relazioni e di legami, che si crea e si costruisce fin da bambini ed è un mezzo per esprimere i propri sentimenti, per sviluppare il proprio io e le esperienze di vita.

Anche Padre Alberto Maggi tramite un intervento video ha portato il suo contributo di scrittore e di fruitore della parola scritta. I suoi libri infatti sono nati come risposta ad un problema che lui avvertiva, legato alla sua vita di fede e di ricerca di Dio. Il suo scrivere si traduce in una forma sacra e devota di preghiera e di servizio alla comunità, per essere vicino ai bisogni e alle domande della gente comune, in un rapporto da cuore a cuore. L’ultima opera di Padre Alberto Maggi dal titolo “Chi non muore si rivede” è invece fortemente autobiografica, in un viaggio tra il dolore e la vita dove il Padre racconta i settantacinque giorni di degenza in un reparto ospedaliero di terapia intensiva.

Vorrei personalmente ringraziare, attraverso questo blog, la mia carissima amica Maria Lampa a cui mi lega una stima immensa e incondizionata, nonché un animo sensibile e attento a catturare e immortalare ogni emozione che attraversa il nostro cuore. Un grazie anche a tutti gli amici che hanno partecipato a “Incontriamoci tra le righe.” A loro dedico questo componimento poco conosciuto di Alessandro Manzoni, che mi ha fatto conoscere Giancarlo Trapanese, un amico e grande giornalista.

Regala ciò che non hai…

Occupati dei guai, dei problemi

del tuo prossimo.

Prenditi a cuore gli affanni,

le esigenze di chi ti sta vicino.

 

Regala agli altri la luce che non hai,

la forza che non possiedi,

la speranza che senti vacillare in te,

la fiducia di cui sei privo.

Illuminali del tuo buio.

Arricchiscili con la tua povertà.

 

Regala un sorriso

quando tu hai voglia di piangere.

Produci serenità

dalla tempesta che hai dentro.

“Ecco, quello che non ho te lo dono”.

Questo è il tuo paradosso.

 

Ti accorgerai che la gioia

a poco a poco entrerà in te,

invaderà il tuo essere,

diventerà veramente tua nella misura

in cui l’avrai regalata agli altri.

 

Ci vediamo l’anno prossimo!

 

 

Benedetta Grendene