Archivio di aprile 2013

Pina Pezzullo presenta “Nashab”, l’alito divino sull’uomo

Domenica 14 aprile 2013 ho avuto il grande onore di presentare al Palacongressi di Loreto l’ultima raccolta di poesie di una donna davvero straordinaria e dalla grande anima e sensibilità. Sto parlando di una cara amica: la Professoressa Pina Pezzullo, docente di italiano e latino presso il Liceo “G. Leopardi” di Recanati e ormai prossima alla pensione. Dopo “Zefiro profumato” e “Soffio di vita-Ruah”, Pina è tornata a riscaldarci il cuore con “Nashab”, per completare così la trilogia di liriche pubblicate dalla Casa editrice Controvento di Loreto.
Il pomeriggio, allietato dalla musica dei Maestri Lucia Galli all’arpa e Silvia Badaloni al violino, ha visto avvicendarsi sul palco tre attori (Fulvia Zampa, Bruno Cantarini e Paolo Rebichini), che hanno recitato con grande emotività e carisma alcune delle liriche tratte dalle diverse sezioni che compongono il libro.
Ad introdurre una lettura critica di “Nashab” due relatori: il dott. Andrea Marinelli, Assessore alla Cultura del Comune di Recanati e la dott.ssa Anna Maria Ragaini, in rappresentanza della casa editrice Controvento.
Nashab significa “alitare” e si riferisce al passo della Genesi in cui Dio, dopo aver plasmato l’uomo con la polvere del suolo, soffia nelle sue narici un alito di vita, facendolo divenire un essere vivente.
In questa raccolta, carica di pathos ed emozioni, a noi parla una Pina nuova, rinata a vita nuova, in una palingenesi straordinaria che la vede finalmente libera, perché salvata dal dolore legata alla prematura morte del giovane figlio Emanuele, avvenuta nel 2005.
Le sue liriche trasmettono un forte sentimento di serenità ed esprimono conforto alle pene terrene, offrendosi come una testimonianza toccante e profonda.
Leit motiv della raccolta sono tre parole chiave: Amore, Speranza e Preghiera. Una Fede profonda e matura trapela nei suoi versi. Nell’ incipit di “Pasqua” l’autrice scrive: “Memoria di un Fatto già stato: l’Eterno ha squarciato il finito!”.
Le sue poesie sono il trionfo di un rinnovato rapporto tra l’Uomo e l’Infinito, cui tutti aneliamo. Testimonianza ne è “O Luna”, che ci offre una visione positiva e salvifica del canto notturno leopardiano, dove s’inneggia ad un legame di stabilità e amicizia con la natura.
Le liriche di Pina sono delle preghiere, delle invocazioni dove ormai è sempre più forte l’impronta teologica dell’autrice che chiaramente grida che noi siamo “fatti per l’Infinito”, come il titolo di una sua bellissima lirica, le cui ultime parole sono: “E allora, davvero natura dell’Io è solo un rapporto. Il rapporto con Dio”. Ciò che ha salvato e salva Pina è la preghiera, dialogo costante con Dio.
In “La forza della preghiera” la poetessa afferma con certezza: “Fammi capire sempre che senza Te son niente, che solo Tu disseti appieno tutta me”, un verso davvero struggente che esprime la totale dipendenza da un Altro.
Grazie, cara Pina, per essere quello che sei!

 

Benedetta Grendene