Archivio di gennaio 2013

I dieci comandamenti … in positivo

Nella mia esperienza ho avuto modo di vivere la religione in modi completamente differenti.
Da piccolissima ho subito il fascino e la paura dei comandamenti tramandato dalla mia famiglia, che
a sua volta aveva ereditato da genitori e nonni. Ho così seguito le regole considerando verità assoluta ogni cosa che mi veniva insegnata.
Nei dieci anni di collegio ho sperimentato la cattiva interpretazione dei dieci comandamenti. Mi sono state imposte le regole e non ho visto coerenza da parte di chi me le imponeva, tanto da rifiutare ogni cosa che riguardasse la religione per tanti anni.
Poi ho conosciuto Don Armando che mi ha insegnato a leggere i comandamenti, ad interpretarli e mi ha fatto scoprire il lato bello, positivo e meraviglioso di queste regole che non sono altro che i suggerimenti fondamentali per vivere bene ovunque e dovunque.
Ho avuto la fortuna di trovare questa traduzione in positivo che rende perfettamente il significato vero.
Ecco i dieci comandamenti letti al positivo:

I 10 COMANDAMENTI

1 Non avrai altro Dio al di fuori di me.
Io metto Dio al primo posto nella mia vita

2 Non nominare il nome di Dio invano
Io pronuncerò sempre il nome di Dio con amore e rispetto

3 Ricordati di santificare le feste
Io ogni domenica passo del tempo con Dio e faccio festa con Lui

4 Onora il padre e la madre
Io amo, ascolto e ubbidisco ai miei genitori e a quelli che hanno cura di me

5 non uccidere
io rispetterò sempre ogni creatura vivente

6 non commettere atti impuri
io rispetterò sempre il mio corpo e quello degli altri

7 non rubare
io non prenderò nulla di ciò che non è mio e sarò gentile con le cose degli altri

8 non dire falsa testimonianza
io voglio che gli altri possano sempre fidarsi di me

9 non desiderare la donna d’altri
io sarò leale con coloro che mi amano

10 non desiderare la roba d’altri
io aiuterò le persone ad avere ciò di cui hanno bisogno

Spero che questa ri-lettura, o meglio chiara lettura sia di aiuto a tanti, come lo è stata per me.
Maria Lampa

Contro la riduzione positivista della ragione: religione, filosofia, scienza

La sera di lunedì 21 gennaio ho avuto l’opportunità di assistere, nella Sala Consiliare del Comune di Loreto, ad una conferenza molto interessante tenuta dal Prof. Giorgio Israel, docente di storia della matematica presso l’Università “La Sapienza” di Roma. L’evento, organizzato dal centro culturale “Lorenzo Lotto” di Loreto, ha riguardato un tema importante, che da sempre genera un dibattito acceso in merito alle dicotomie sapere/credere, conoscenza/fede.
La ragione umana non può essere ridotta a misura della realtà. Oggi la scienza è sempre più in contrapposizione con il resto della cultura e l’estremo scientismo ha origine nel positivismo, con forme peculiari che investono la questione antropologica e la visione umanistica. Il pensiero odierno è dominato da una serie di dualismi (uomo/donna, corpo/mente) che risultano nocivi per essere delle strutture binarie, che avrebbero condotto a forme di oppressione. L’obiettivo è quello di dissolvere queste strutture per superare tali oppressioni, tipiche della cultura occidentale. E la tecnologia risulta lo strumento primario, mediante il quale eliminare questo dualismo. Si tratta tuttavia di una visione profondamente materialistica, che mette tutto in mano alla scienza e che elimina la sfera spirituale, basata sull’ esplorazione dell’animo umano. L’ultimo mezzo secolo di storia ha tentato di dissolvere la sfera antropologica, naturalizzando la sfera umana e riducendo l’uomo meramente ad un essere modificabile, nel genoma e nel cervello.
La questione morale, e con essa la religione, tendono a dissolversi, considerando vana la dimensione trascendente. Oggi si parla addirittura di neuroteologia, detta anche neuroscienza spirituale, ossia lo studio della correlazione che esiste tra il fenomeno della percezione soggettiva di spiritualità e la chimica del cervello umano. Senza dubbio si dimentica che la scienza ha dei limiti e che studia il mondo fenomenico, ma non può dare verità certe e definitive, non può soddisfare tutti i problemi e i bisogni dell’uomo.
La società moderna ha sempre più perso il senso della morale, della spiritualità e della centralità della persona e ogni nostra performance, persino il nostro quoziente intellettivo, vengono misurati e quantificati. Certo è che la scienza potrà spiegare molte cose, magari molti meccanismi del cervello, ma mai potrà riprodurre la scintilla della vita che ha acceso ognuno di noi.

 
Benedetta Grendene

SEI NOTE DI PENTAGRAMMA

Diciotto racconti indipendenti accomunati da sensazioni, concezioni e analisi, riguardanti la società odierna. Il contemporaneo che contamina la realtà, infiltrazione di ritmi viziati nella serenità di personaggi che faticano a trovare linee guida per anelare ad una vita migliore, più umana. Una lettura profonda dei flussi esistenziali, nuove interpretazioni di quello che è il solito tran tran quotidiano, opportunità che tramontano e lasciano smarriti. Chance risorgono la mattina seguente in una sorta di confronto con se stessi e con ciò che ognuno di noi vive intimamente. La musica e l’amore per essa, lega ogni vicenda. In alcuni racconti le note di pentagramma sono elemento trainante e risolutivo della narrazione, in altre le si percepisce in modo più soffuso, in altre ancora fungono da colonna sonora, distaccata, ma presente. Un arcobaleno dalle sfumature, ora tenui ora forti, caratterizzazioni e contesti che esistono come tessuto connettivo del presente in cui ci concentriamo tutti, ognuno con i propri progetti, sogni, delusioni, vittorie, amarezze, speranze. Personaggi che giungono a realizzarsi grazie a percorsi alternativi, individui feriti a morte che sbarcano il lunario senza fiatare, caratteri che stentano in esistenze borderline rispetto alla centrifuga di conformismo che permea e costituisce l’incandescente altoforno in cui si dibatte la società dei nostri tempi. Rabbia, rassegnazione, battaglie, voglia di indipendenza, crescita, crepuscolo…sono solo alcune delle percezioni contenute in questi racconti di vita. …E per fiutarne il caleidoscopio completo? Lo scoprirete pagina dopo pagina.

Franco Leonetti
Scrittore e giornalista di carta stampata, web e tv , nasce a Torino il 21 luglio 1965. Due grandissime passioni su tutto: la musica e il calcio, divenute oggetto professionale.
Nel febbraio 2008 viene pubblicato il suo primo romanzo “Linea D’Ossigeno”, volume che suscita grande interesse e buonissimi riscontri nelle vendite.
A distanza di quattro anni dalla primogenitura, vede la luce la qui presente raccolta di racconti “Sei Note di Pentagramma”.