Archivio di ottobre 2012

Incontriamoci tra le righe…

Durante la giornata di domenica 21 ottobre ho avuto la gioia di partecipare ad “Incontriamoci tra le righe”, la kermesse culturale giunta ormai alla sua quarta edizione, magistralmente organizzata dalla grande amica Maria Lampa presso l’Hotel Klass di Castelfidardo.

Maria è una donna semplicemente straordinaria, anima creatrice di tante iniziative stupende, tra cui questo meraviglioso sito, “Confrontiamoci tra le righe”, che vuol essere una Presenza costante nella vita di tutti noi, raccontando storie e testimonianze che restino indelebili nei nostri ricordi, oltre che nel web.

“Incontriamoci tra le righe” ha visto quest’anno tanti illustri relatori succedersi nei loro interventi, introdotti dalla scrittrice, professoressa e studiosa Lucia Tancredi, che ha preso per mano il numeroso pubblico, alla scoperta di un mondo affascinate: autori, editori, operatori culturali, istituzioni riunite attorno ad un libro…L’argomento di quest’anno infatti era “Lettura…senza confini”: leggere per conoscere e migliorare.
Come scrive Hanna Arendt “Il mondo è pieno di storie che aspettano solo di essere raccontate”…
E sembra proprio che Dio, per creare il mondo, non abbia fatto altro che leggere un libro..Per una strana quanto misteriosa coincidenza, infatti, il termine ebraico “Sefer Torah” significa allo stesso tempo “libro” e “sfera” (quindi mondo), simbolo di un universo perfetto, dove tutto si compone. Dio è Amore e, come dice Daniel Pennac, “Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, così come il verbo sognare e Amare”…Non è davvero meraviglioso tutto questo?

Magica e meravigliosa è stata la mattinata di “Incontriamoci tra le righe”, con gli interventi del filosofo e studioso Prof.Riccardo Roni, che ha parlato di filosofia come rinascita dell’Io, dell’artista Giuseppe Donghi (che avete già conosciuto in un’intervista fatta in questo sito dalla stessa Maria Lampa), della giornalista Asmae Dachan e del giornalista Rai e scrittore Giancarlo Trapanese. Quest’ultimo ha portato la sua testimonianza sulla sua “duplice anima” di scrittore e di giornalista. Come può un giornalista diventare scrittore e in qualche modo sdoppiarsi?Il giornalista è schiavo del tempo, lo scrittore è schiavo del sogno. Il giornalista, infatti, non può “andare oltre”, ma deve attenersi ai fatti, mentre allo scrittore è dato sognare e fantasticare. Oggi con la crisi dell’editoria e l’avvento dell’era biomediatica, il futuro di chi ama scrivere…e soprattutto leggere sembra davvero incerto. Il mondo dell’editoria è un mondo curioso e contradditorio per certi versi: il 62% degli italiani secondo dati Istat non legge un libro all’anno, però vengono pubblicati ben sette libri all’ora, di cui ben quattro nuovi di zecca..Di fronte al solipsismo dilagante di Internet, all’avvento degli e-book, e dell’ “era biomediatica, in cui diventano centrali la trascrizione virtuale e la condivisione telematica delle biografie personali” (rapporto Censis-Ucsi), mi piace non perdere la speranza citando Kafka…”Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi”….

E per ritrovare quell’Amore per il contatto umano e per la relazione con l’Altro nascono eventi importanti come “Incontriamoci tra le righe”.. Nel pomeriggio spazio agli interventi artistici e musicali,con tanti ospiti importanti, che hanno impreziosito la giornata: la sand artist Paola Saracini, la calligrafa Solange Fontanella, la cabarettista Paola Frontini, la body-painter Angela Giovagnoli e i musicisti Stefano Cobello, Maria Grazia Barboni, Marco Santini, Lorenzo Marchesini, Melissa Cantarini e Alessandro Cupido.

 

Grazie a Maria e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere davvero indelebile nel cuore questa giornata.

 

Benedetta Grendene

SALOTTO CULTURALE

Il “Saoltto culturale” è una serie di incontri che permette alle persone di confrontasi su temi di attualità,

in un clima amichevole dove ognuno contribuisce con la personale “cultura di vita”.

gli appuntamenti si svolgeranno di sera, alle ore 21.00  nella sala conferenze del

CENTRO GENSANA WELLNESS CLUB   ad Ancona (via Sacripanti, 28)

nell seguenti date

01 ottobre           15 ottobre

05 novembre     19 novembre

03 dicembre      10 dicembre

E’ APERTO A TUTTI!

Intervista a GIUSEPPE DONGHI a cura di Maria Lampa

 

Breve biografia

Nato a Inverigo (CO) il 22-1-1950.

Dipinge da sempre e a 17 anni organizza la prima mostra personale.

Incontra il maestro Federico Von Rieger  e diventa suo allievo.

Realizza moltissime mostre in Italia e all’estero, partecipa a numerosi concorsi ottenendo primi premi, riconoscimenti e prestigiose recensioni.

Fonda insieme ad altri pittori il gruppo “Arte Brianza”.

Insegna in una scuola di pittura e collabora con diverse scuole organizzando progetti inerenti l’Arte pittorica.

E’ Presidente di ABC (Associazione Brenna Cultura) che promuove manifestazioni culturali.

 

Domande:

 Lei dipinge di tutto: la natura, le persone, gli oggetti, gli scorci di città e viuzze, gli animali… C’è un soggetto in particolare che prende maggiormente la sua mano e la sua anima?

No, non ho nessun soggetto che mi attragga più di un altro in modo particolare.

La mia è una ricerca interiore che non ha un filo logico, segue le emozioni del momento: un raggio di sole fra le rocce, su di un muro o fra le viuzze, sui volti delle persone, fra le foglie degli alberi, le ombre, i cieli, gli spazi immensi, raccontare momenti di vita in tanti particolari (intimi, rubati con la mia macchina fotografica) quasi per entrare silenziosamente nella scena tanto da poterla narrare, renderla pubblica…sublime, carica di umana bellezza… ma anche questo non ha regole, ubbidisco alla mia sensibilità, a ciò che mi colpisce e che mi induce a raccontarlo attraverso l’Arte pittorica.

 

 Dipingere la natura, significa interiorizzarla, trasformarla emotivamente e riproporla su tela…  L’emozione che ne esce è identica a quella che ha provato osservando quello stesso particolare della natura o è diversa?

Dipingere la natura significa decantare la sua bellezza o la sua drammaticità.

Nel mio caso non è sempre così, la natura diventa lo sfondo, oppure la complice di un racconto, re-inventato il mare, il cielo e nel centro di esso un nudo seduto su di una nuvola o nel nulla, a simboleggiare la bellezza in generale.

Mare, cielo e figura umana che si culla in tanta magnificenza traendone gioia e trasmettendoci un messaggio sentimentale profondo come se fosse poesia, un capitolo di un libro, una canzone.

E’ il mio modo di raccontare e di raccontarmi.

 

 La realtà si miscela con la fantasia ed una semplice margherita può diventare l’inizio, il pretesto  di un fantasticare infinito….. Come avviene questo passaggio? È possibile descriverlo, raccontarlo?

Certo che è possibile raccontarlo e descriverlo. Faccio un esempio:

Passo di fronte ad un muro in città, tutto tappezzato di manifesti pubblicitari e osservo quella miriade di colori, di immagini…  Mi siedo su una panchina, chiudo gli occhi, annuso gli odori dello smog, sento il frastuono del traffico, il ciacolare delle persone che mi scorrono vicino, lo stridio dei freni del tram, poi riapro gli occhi e vedo quei palazzi altissimi, che come mostri si arrancano verso il cielo (tu dove abiti? Lassù al 32° piano…ma dov’è? Lassù, non lo vedi? Si forse…. Ma si sta bene? … eeh si vive!!)…

Vedo tutti che corrono … e poi te lo dico…. Ora non ho tempo!!!

Ecco tutto questo ed altro ancora, sono la scena necessaria ed il “passaggio” obbligatorio per descrivere e tentare di ritrasmettere allo spettatore che si porrà di fronte al mio prossimo “racconto pittorico”.

 

Lei è anche un abile e bravissimo fotografo che coglie i particolari, i dettagli di una realtà concreta e le sue foto dimostrano una adorazione, una contemplazione della natura stessa.

Quale la differente emozione di fronte ad una foto che riproduce l’esatta realtà oggettiva e un quadro che la trasforma, la modifica?

Nessuna differenza emozionale. Siamo di fronte a due modi diversi di fare Arte, ma entrambi propongono un racconto attraverso le immagini.

E’ scorretto pensare  che la fotografia sia sempre l’esatta riproduzione della realtà oggettiva. Nella fotografia disponiamo di un mezzo meccanico ed elettronico, le cui funzioni ci permettono di intervenire in diversi modi nella realizzazione dell’immagine.

E’ vero, alla fine ci occorre solo un diaframma, uno o più obiettivi e dei tempi diversi di esposizione…. Ma se si conoscono le tecniche, con questi mezzi si può trasformare la realtà a nostro piacere, e ritrarla il più fedele possibile fino ad arrivare ad immagini astratte….. esattamente come avviene in pittura.

Se dietro la macchina fotografica o seduto al cavalletto davanti una tela…vi è un Artista tutto è possibile.

La foto o il dipinto sono l’anima, la penna che un Artista usa per descrivere la propria interiorità, le sue passioni, l’abilità di saper cogliere e trasmettere emozioni.

 

Dipingere un quadro è fare un viaggio attraverso le emozioni che si concretizzano con il colore…

Lei sceglie sempre i suoi viaggi a priori o lascia che il colore, i pennelli e la tela permettono l’uscita all’esterno del viaggio interiore?

Quasi sempre ogni mio dipingo ha una trama, che può nascere in modo casuale, da un’idea improvvisa o da una scena inaspettata, che ti colpisce al punto tale da doverla fissare sulla tela o prendere quello spunto per farne una metafora per trasportarci in altri luoghi, ricordi, sensazioni, profumi, amori, interiorità.

Sovente scelgo la scena, la trama come se fosse un racconto teatrale, che sviluppandosi, ci rileva intrighi, sensazioni, emozioni personali, così come fa lo scrittore con la sua penna.

 

Oltre all’immagine, cosa rimane della sua vita sulla tela?

Tutto! L’immagine è il racconto della mia vita, le mie passioni, l’amore, le debolezze, le ansie, le paure e le gioie. Tutto ciò nasce dentro di me, bolle come la lava dentro un vulcano fino a che si manifesta all’esterno attraverso le capacità artistiche.

Ogni Artista serio, consapevolmente o inconsapevolmente racconta la propria vita.

 

I commenti, le domande, le espressioni e lo scambio di impressioni con i tanti visitatori cosa la portano a pensare?  Che non esiste una realtà, ma tante realtà quanti sono gli occhi delle persone che osservano?

Certo. L’artista racconta le proprie impressioni attraverso le immagini.

Ma ogni visitatore viene colpito in modo diverso dalle immagini, dalle tinte, le collega alle sue emozioni, a momenti della propria vita ed ecco allora che il dipinto vive attraverso mille storie simili, ma anche opposte e tutto questo è meraviglioso.

Una immagine che entra dentro di noi e vive attraverso migliaia di occhi e situazioni diverse… ritengo che questa sia l’apoteosi di un’opera d’arte.

 

Nell’insegnare a dipingere ai ragazzi, quali suggerimenti dà, che ritiene fondamentali per dimostrare la propria arte?

Semplicemente di essere se stessi, di non copiare ciò che vedono in televisione, ma di raccontare i propri sogni ed i propri desideri, dipingere la giornata appena trascorsa, imparare ad osservare, capire ciò che abbiamo di fronte, il contesto in cui viviamo, la vita che ci circonda…

Poi si passa al lato tecnico dell’Arte pittorica di cui non se ne può fare a meno, serve per potersi esprimere in piena libertà e con sicurezza e questo vale per i più piccoli ma anche per i  grandi.

 

Il suo più grande sogno nel cassetto?

Questa domanda è ricorrente e la mia risposta sempre la stessa.

Non ho sogni nel cassetto. Il mio più grande sogno è quello che sto vivendo.

E non è una frase fatta oppure un modo teatrale per rispondere: è la pura verità.

Il mio sogno è oggi!

…beh forse uno c’è…   Speriamo duri!

 

Come completerebbe questa frase:  da domani vorrei che nel mondo ci fosse…

Più armonia, umiltà e semplicità.