Archivio di luglio 2012

Paolo Alderighi: un’emozione inaspettata

Le emozioni che la musica riesce a trasmettere sono davvero difficili da tradurre in parole: troppo impercettibili e troppo profonde, troppo forti e indescrivibili.

Qualsiasi genere musicale è in grado di far palpitare il cuore, creando un sussulto e una vibrazione nell’anima. E’ quello che mi è successo durante la serata inaugurale del Jazz Summer Festival, kermesse che si tiene nella splendida e magica cornice della Corte della Mole Vanvitelliana di Ancona.

Mi era capitato di leggere il programma con una carrellata di appuntamenti dal 4 all’11 luglio e, sfogliando la brochure, un nome e una foto colpiscono il mio sguardo attento e incuriosito: Paolo Alderighi.

Ebbene sì, è proprio lui, Paolino per gli amici, il mio caro compagno d’Università, che a soli trent’anni è già un artista affermato, il cui nome si sta sempre più imponendo a livello internazionale.

Sono passati ormai quasi otto anni da quando frequentavamo il Cleacc, prestigioso quanto selettivo corso di laurea in “Economia per le Arti, la Cultura e la Comunicazione” all’Università Bocconi di Milano.

Quanti bei ricordi… E Paolino ai tempi era già un talento… Diplomato in Pianoforte presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano nel 2000 e laureato con lode alla Bocconi nel 2005 con una tesi sul mercato discografico della musica jazz in Italia, è sempre stato un enfant prodige!

Mi decido su due piedi: il 4 luglio alle ore 21.30 sarò in prima fila, ad ascoltarlo suonare, mentre duetta al pianoforte con uno dei massimi esponenti mondiali del jazz tradizionale: Rossano Sportiello.

Confesso che per una come me, amante della musica, ma totalmente ignorante in ambito jazz, sarà un vero onore assistere al concerto e mi riprometto di lasciarmi trasportare dalle note e da quel momento di “intimità colloquiale” che andrò a vivere…

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E mi ritrovo qui oggi a ripensare a ieri sera… Alla gioia immensa che ho provato nel trovarmi di fronte ad artisti straordinari, innamorati del jazz vero e senza compromessi… Dita che volano veloci sul piano, come libellule libere e leggiadre, come farfalle colorate che sprigionano emozioni.

Il jazz è un genere particolare, forse un po’ di nicchia, nato nei primi anni del XX secolo nelle comunità afroamericane del sud degli Stati Uniti; altamente raffinato, segue una linea di fondo: l’improvvisazione.

E ciò che mi stupisce è che gli artisti non hanno nulla di programmato, nessuna scaletta, suonano con estrema spontaneità e senza spartito sotto gli occhi… (cosa che per me sarebbe fondamentale!!!)

Sul palco della Mole anche Nicky Parrott, bravissima contrabbassista, jazz vocalist and string bass player australiana che mi colpisce e affascina enormemente.

Ma la gioia più grande è stata rivedere Paolino, cui sono andata incontro appena è sceso dal palco, gridando a gran voce: “Ehi artista!” E lui: “Ehi, amica!!”.

Immancabile un’ora di lunga chiacchierata, ricordando i vecchi tempi, i vecchi compagni bocconiani e parlando di progetti futuri.

Scopro con orgoglio che oggi Paolo, oltre a suonare in tutto il mondo con i migliori musicisti di genere, insegna storia dello spettacolo proprio nel corso Cleacc che abbiamo frequentato, trasmettendo ai giovani studenti la stessa passione che lui mette quando suona. Lui che ha sempre creduto nel valore dell’educazione musicale persegue questa missione tanto sul palco che in cattedra alla Bocconi, ma sempre con l’umiltà e la grandezza d’animo che lo contraddistingue.

 

Benedetta Grendene

 

 

Un mondo diverso è possibile ma tocca a noi costruirlo

Si chiama “Taru Andè” e nel linguaggio di una tribù indigena brasiliana significa “ciò che unisce il cielo e la terra”. Un nome poetico che racchiude in sé il felice esito di un percorso lungo dieci anni costruito da Laura Recanatini, una giovane donna di Camerano. “Sono partita per l’Amazzonia, precisamente per una zona molto povera dove il Brasile confina con la Bolivia, con l’intenzione di costruire un centro che garantisse ai ragazzi di strada il diritto all’educazione, fornendo accesso gratuito all’istruzione primaria – spiega Laura Recanatini -. Quello che avevo in mente si è poi avverato con successo ed è una gioia immensa poterlo appurare dagli sguardi felici di quei bambini”. Sono ottanta a oggi i bambini tra i cinque e sei anni accolti gratuitamente nel centro diurno insieme a trenta adolescenti, nella maggior parte dei casi ragazzini che vivono situazioni di povertà e di rischio. L’associazione onlus “Taru Andè”, nata per sostenere il progetto “Grilo Falante” per ragazzini di strada di Ji-Paranà, una città di centoventi mila abitanti in Amazzonia, adesso si occupa non soltanto di educare i bambini: “Ogni giorno cerchiamo, insieme alle due maestre del luogo e a coloro che prestano servizio al centro, di aiutare anche gli adolescenti e le ragazze madri del luogo, soprattutto contro il fenomeno invadente della droga” – continua Laura. Durante l’anno la “Taru Andè, ragazzi di strada” svolge anche varie attività di raccolta fondi e sensibilizzazione sui temi dei diritti umani, della pace e della cooperazione. Per informazioni o donazioni è stato aperto il sito www.grilofalante.jimdo.com.

Silvia Santini

 

Silvia Santini